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Estasi di Santa Gemma: 116-120

Le Estasi di Santa Gemma, una potente testimonianza di fede

Estasi 116

Si confonde al pensiero della bontà e dell’abbassamento di Gesù nel farsi cibo dell’anima sua; lo prega o di porre un limite ai suoi doni o di darle grazia di corrispondere (Cf. P. GERM. n. XX).

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Sabato 9 agosto 1902, ore 10 antim, circa.

Caro Gesù!… Quando io, o Signore, vedo venire, a godere le delizie del tuo Paradiso nella Comunione, delle anime buone, io m’intenerisco; ma quando tu ci accetti delle anime cattive come me, allora..:
O Signore, tu vieni a me tutto amore, ed io vengo a te come una peccatrice, e sono così pigra. O Signore, lasciamelo dire… tu forse le abbassi anche troppo le cose nel darle a me… oppure tu vuoi una totale mutazione nella mia vita… O che farò per incontrare il tuo genio? Vuoi, o Signore, che cambi la tua corona di spine in una corona di gigli?…
A chi devo, ricorrere?… A tutti i tuoi Santi?,… Ma se ti pago col merito altrui, resta sempre acceso il mio debito… Resto sempre consapevole dei tanti benefizi che tu mi fai… Son peccatrice… un’anima così provveduta da te!…
Smettili i tuoi doni; se no, dammi grazia di poterli tutti gratificare. Esaudiscimi, o Signore; se no, poni un limite alla tua generosità…

Estasi 117

Desidera ardentemente il pane di vita (Cf. P. GERM. n. XX).

Sabato 9 agosto 1902, ore 11½ antim.

… Nel Verbo sacramentale apritemi …
Piuttosto che rimaner priva del pane di vita… A un amante appassionato, o Signore, non occorron tante suppliche: alla prima domanda intende subito…

Estasi 118

Ricordando il martirio di S. Lorenzo, sente vergogna di se stessa. Non osa offrire a Gesù l’anima sua, perché deformata dal peccato; Gesù invece le ripete di trovare in lei le sue compiacenze (Cf. P. GERM. n. XIX).

Domenica 10 agosto 1902 (festa di S. Lorenzo),
ore 9 antim. circa.

Le ho intese le tue finezze, mio Creatore. Non mi rimane che umiliare dinanzi alla tua maestà l’anima mia, che in questo momento intendo di fare.
Ma, caro Gesù, che confusione stamani!… Tu hai voluto che rivolgessi la mente verso S. Lorenzo, o Signore; ma che hai fatto?… A un tuo discepolo così prediletto, sempre in mezzo alle pene. ed io col cuore ingrato… Mi confondo, perché considerando lui in mezzo ai dolori ed io nell’Ostia me ne godevo le dolcezze del Paradiso. O Cuore del mio Gesù, Cuore troppo dolce! Se a me vuoi farne una bella parte, [tenendomi] sempre così [tra i dolori], o Signore, fallo pure; se poi vuoi farmi godere maggiori beni, fallo pure: basta che io venga a te sempre col timore di offenderti.
Ho messo insieme due anime: quella di un Santo e quella d’una peccatrice… Potevo non rinvenirmi sì confusa? Volevo per mezzo dello stesso Santo offrirtela [questa mia anima], perché se non lo facevo, credevo di mancare ad un mio dovere; ho paura, ho paura, perché la conosco rea davanti a te. Vorrei fartela vedere bella, come me la diedero le tue mani… Impossibile!… Non posso più!… Guarda, è tutta cinta di catene, e quando me la desti tu, era cinta di rose… Quando me la desti tu, era risplendente come il sole, ed ora? Vedi come è tutta deformata!… Ahi!… merita..
O che dicevi di me?…
Caro Gesù, caro Gesù!… Ma sei tu che così mi dici?… Sei tu?…
Ripetimelo… fammelo sentire con più chiarezza…
Dimmelo ancora… di nuovo… di nuovo… un’altra volta… .
Che tu sii benedetto!…
E stamani hai trovato in me…

Estasi 119

L’amore di Gesù la fa prorompere in vivi atti di amore (Cf. P. GERM. n. IV).

Domenica 10 agosto 1902, ore 10 antim. circa.

… Mio Gesù!… Sì, il mio Gesù… il mio affettuoso Signore!… È quel Gesù che mi tiene legata con tanta forza d’amore… quel Gesù che mi ama. È quello che solo sente pietà delle mie miserie… È il vero Gesù… Vedi, mio Dio: se tante grazie, tanti doni, tanti favori tu li dassi ad un’anima che ti potesse compensare con un buon capitale di virtù, sarebbero pagati tanti tuoi benefizi; ma se tu li dai come a me, solo a titolo della tua misericordia
No, non fai male, o Signore: quello che fai tu, è fatto bene… Ma almeno dammi grazia di poterti gratificare…
Ma anche io ti amo… Non ti amo mica solo per i tuoi doni, veh! Ti amo, perché sei il mio Gesù… ti amo. perché sei tu l’unico degno d’essere amato da me… ti amo, perché sei buono… ti amo, perché mi hai promesso, mi hai giurato di non abbandonarmi… ti amo per tutti i fini, o Signore…

Estasi 120

Dall’ardore della divina carità si sente struggere e venir meno: che bella morte, morir vittima di amore per Gesù! Non regge a veder soffrire chi tanto l’ama; alla croce di Gesù subentreranno le sue spalle (Cf. P. GERM. n. IV).

Lunedì 11 agosto 1902, ore 9 antim. circa.

O amore, o amore infinito!… O spogliami di questa carne, o tirami fuori da questo corpo, o smetti; perché io non posso più… Il mio corpo, o Signore, non può più sopportarlo questo continuo struggimento; dunque o toglimi dal mondo o smetti…
O amore, o amore infinito!… Del tuo amore mai, mai me ne sproprierò!… O amore!… O delizia d’amore… O amore, che tanto mi diletti… che mai mi tormenti!… O amore, o amore di Gesù… non ti cederò mai a nessuno!… Questo po’ d’amore che possiedo, non lo cederò neppure ai Santi del cielo, neppure alle creature [della terra]. A voi, Santi del cielo, a voi, creature, tutte le virtù, ma questo po’ d’amore è mio. Nessuno voglio che m’avanzi nell’amore di Gesù.
O amore, o amore infinito!… Vedi: l’amor tuo, o Signore, mi penetra con troppa veemenza fino nel corpo. Quando, quando mi unirò a te, o Signore, che con tanta forza d’amore mi tieni unita qui in terra?… Fallo, fallo!… Ch’io muoia, e muoia d’amore!… Che bella morte, o Signore… morir vittima del tuo amore… vittima per te!
Calma, calma, o Gesù; se no, l’amor tuo finirà coll’incenerirmi!… O amore. o amore infinito!… O amore del mio Gesù!… Fa’ che l’amore tuo tutta mi penetri; altro da te non vo’. Mio Dio, mio Dio, ti amo. Forse ti amo troppo poco, o Gesù?… Non ne sei contento?…
Ma questo ha da venir da te, se vuoi che ti ami di più. Anzi dovrei amarti d’un amore singolare.
Oh! te l’ho detto tante volte, o Signore: se non finisce la mia vita nel veder patire chi tanto mi ama, o qual altra pena vuoi che le dia la morte?…
Ti ho detto che basta, o Signore, quello che hai patito per me e per i peccatori. Sì, basta!… alla tua croce subentreranno le mie spalle!…

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