Giornata Missionaria dei Martiri, testimoni della misericordia

Dal 1993, la Chiesa celebra ogni 24 marzo la “Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri”

È un’iniziativa ideata e promossa dal Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie italiane (oggi, Missio Giovani della Fondazione Missio della Cei), ma da subito è diventata di tutta la Chiesa che, ogni anno, il 24 marzo, ricorda tutti i missionari e le missionarie che hanno dato la vita per il Vangelo.

La data non è stata scelta a caso: è quella del giorno della morte di Oscar Romero, il vescovo salvadoregno che venne ucciso nel 1980.
La sua morte, mentre celebrava la Messa, riecheggia infatti il sacrificio di tutti coloro che sono morti “in odium fidei “, espressione latina che ha esplicitato bene papa Benedetto XVI nel 2006:

«È certo necessario reperire prove inconfutabili sulla disponibilità al martirio, come effusione del sangue e sulla sua accettazione da parte della vittima, ma è altrettanto necessario che affiori direttamente o indirettamente, pur sempre in modo moralmente certo, l'”odium Fidei” del persecutore. Se difetta questo elemento, non si avrà un vero martirio secondo la perenne dottrina teologica e giuridica della Chiesa»

Sono tantissimi i martiri nella storia della Chiesa e in ogni continente, e ogni anno la lista si allunga sempre di più, segno di una fede incrollabile che sa mostrare il volto misericordioso di Cristo fino alla fine.

Uomini e donne che non sono solo disposti a morire in nome del Vangelo, ma che sono anche capaci di perdonare il loro carnefice.

Così è stato a partire dal protomartire Stefano, e poi per il beato don Pino Puglisi, suor Leonella Sgorbati, ecc.

Del resto, nell’introduzione al martirologio di quest’anno, viene citata una frase di papa Francesco pronunciata a Tirana nel 2014:

«Possiamo domandare: come avete fatto a sopportare tanta tribolazione? Ci diranno questo che abbiamo sentito in questo brano
della seconda Lettera ai Corinzi: “Dio è Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione. È stato Lui a consolarci!”».

Secondo i dati verificati dall’Agenzia Fides, nel 2024, nel mondo sono stati uccisi 13 “missionari” cattolici, di cui 8 sacerdoti e 5 laici; il numero più alto si registra in Africa e in America.

Il loro esempio, quindi – come dichiara Elisabetta Vitali, segretaria di Missio Giovani – ci incoraggi  a «rinnovare il nostro impegno nell’aiuto ai più bisognosi, nella lotta alle ingiustizie e nel prendere posizione davanti ad atti di prepotenza, ricordandoci che anche nelle situazioni umane più drammatiche può accendersi una luce di Speranza». 

E, aggiungiamo, di Misericordia.

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SEC 2024-2025
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