
Niger, tra felicità fragile e voglia di pace
Nella Giornata mondiale della Felicità, il racconto di padre Mauro Armanino, missionario SMA in Niger, tra problemi e speranze
(di p. Mauro Armanino)
Anche la felicità, nel Sahel, è di sabbia. Tutto qui è precario. Il clima, il lavoro, la politica, le elezioni presidenziali, e soprattutto la sicurezza alimentare. Senza parlare della scuola, la sanità e la speranza di vita.
Proprio lei, la felicità, ci consente di risalire nella classifica mondiale e africana dei Paesi più o meno felici. E’ il recente rapporto delle Nazioni Unite che l’attesta con certezza. Ebbene sì. I nigerini si sentono più contenti che gli abitanti di altri Paesi dell’Africa occidentale.
Il Niger si trova al posto numero 103, facendo un salto di ben undici posizioni rispetto all’edizione del 2019, dove eravamo appena alla poco invidiabile 114 posizione di classifica. Ora sorpassiamo la Nigeria, il Burkina Faso, il Mali e il Togo.
Ci passano invece davanti la Costa d’Avorio, il Benin, il Ghana e financo la Guinea delle recenti scandalose elezioni presidenziali. I primi della lista sono i soliti noti. La Finlandia, la Danimarca, la Svizzera, l’Islanda e la Norvegia.
Detto rapporto prende in esame gli indicatori tipo il PIB, i servizi sociali, la speranza di vita, le libertà individuali, la generosità e la percezione della corruzione. Grazie alla sabbia, che attraversa tutti questi ambiti, il nostro Paese ha potuto risalire, miracolosamente, la classifica che, nello sviluppo umano, lo vede inchiodato all’ultimo posto ormai da anni. Si sa, anche la classifica è di sabbia, come la gioia di vivere.
Ultimi della classifica nello sviluppo umano e a metà classifica in termini di felicità, effimera ed eterna come sabbia. Malgrado tutto e contro tutto.