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Miliziani jihadisti uccidono 14 cristiani nella Repubblica Democratica del Congo

Tragedia nella provincia del Nord Kivu: cristiani martirizzati per la fede

Quattordici cristiani, alcuni dei quali giovanissimi, sono stati brutalmente assassinati, per mano del gruppo jihadista dell’Adf (Forze alleate democratiche), perché si sono rifiutati di convertirsi all’Islam. È successo nella Repubblica Democratica del Congo, al confine tra la provincia del Nord Kivu e quella dell’Ituri, precisamente nel villaggio di Eringeti, nella parte sud-orientale del Paese.

Il Nord Kivu teatro di violenze

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La provincia del Nord Kivu è diventata il centro di un crescendo di violenze e attacchi di questo genere che si stanno verificando ogni settimana. Centinaia gli uomini, le donne e i bambini sono vittime di questo terrore perpetuato contro le comunità cristiane. Le torture e il tentativo d’indottrinamento invasivo subite dai cristiani nell’ex. Zaire, rappresentano una tragica pagina della storia contemporanea di questo Paese, ampiamente segnato da decenni di conflitti armati, instabilità politica, violazione dei diritti umani

Serve precisare che le violenze, fisiche e sessuali, le detenzioni illegali, le aggressioni, le uccisioni, non sono scatenate solo da motivi religiosi, ma anche dal desiderio di controllare un territorio ricco di risorse naturali, in particolare ricco di coltan. Tutto ciò fa della società congolese, una popolazione intrappolata in un vortice di brutalità e paura.

Costante terrore della popolazione

Tra le diverse zone del Congo segnate dalla guerra, vi è Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu e tristemente nota alle cronache italiane. Nel febbraio 2021, infatti, furono uccisi in un agguato l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci che gli faceva da scorta e l’autista Mustapha Milambo, mentre con un convoglio del Programma Alimentare Mondiale, attraversavano questa zona.

In questo territorio opera il Movimento M23, uno tra le decine di gruppi armati presenti nel Paese che svolge un ruolo cruciale nel traffico delle risorse minerarie.

Un richiamo all’azione

Le violenze che si stanno consumando nella Repubblica Democratica del Congo, sono un grido d’allarme che non può essere ignorato.

La comunità internazionale, è intervenuta sul territorio congolese attraverso il supporto umanitario in particolar modo dei rifugiati, ha applicato sanzioni internazionali e ha dispiegato la presenza della MONUSCO (Missione di pace delle Nazioni Unite) volta a proteggere i civili. Serve però ancora uno sforzo maggiore, volto a promuovere la stabilità e la pace nel Paese.

 

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